MAGGIO 2009

Tag

, , , ,

Vola vola vola la farfalla,
vola vola vola la Vanessa del cardo,
dai Monti Aurunci, passano le campagne
e vanno verso l’Abruzzo,
tutte uguali, tutte nello stesso verso,
per vari giorni passano in silenzio.
Vola vola oh farfalla,
vola vola, Vanessa del cardo,
da dietro questo vetro
io ti guardo con incanto,
e tu passi e ripassi,
sembri sempre la stessa, oh Vanessa.

IL MESE DI MAGGIO

Tag

, , , ,

Ecco la lucciola,
serenamente, silenziosa, vola,
brillando nel buio,
ecco Maggio luccicarello,
che dell’erba ne fa
un fieno dorato e bello,
si ode finalmente
il canto del grillo,
che nascosto sembra
giocare a fuochino fuochino
e mentre nell’aria si respira
l’odore di erba tagliata,
da lontano si sente la civetta
dalle leggende narrata.

# IO VI PENSO

Tag

, , , ,

Medici ed infermieri
che senza sosta siete lì da ieri,
grazie infinitamente,
per aver soccorso ogni paziente.
Vi ricorda l’italiano che richiuso in casa
non è lì, richiuso invano.
Vi pensa cantando dal suo terrazzino,
e nel frattempo dal balconcino
sventola l’arcobaleno di ogni bambino,
ricordano due frasi che gelano le vene;
io resto a casa, andrà tutto bene.

E A VOI

Tag

, , , ,

E a voi, generazioni che verrete,
non macchiatevi di questi crimini
che tra la storia troverete,
ricordatevi di quel treno buio e freddo,
che mette ancora oggi l’angoscia nel petto,
che sia chiuso, oppure aperto.
Non dimenticatevi di quelle recinzioni
di filo spinato, dove chi è entrato mai
più è ritornato.
Ricordatevi di quelle scarpine rosse,
che furono lasciate e mai più rimesse.
Questi brutti fatti vanno studiati,
e soprattutto non vanno dimenticati.
Che queste rime non siano mai di festa,
ma che siano invece rime di protesta.

Di Alexander Voronzow and others in his group, ordered by Mikhael Oschurkow, head of the photography unit – USHMM/Belarusian State Archive of Documentary Film and Photographyhttp://collections.ushmm.org/search/catalog/pa14532, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17282223

DAL DETTO

Quando le nuvole scure
escono da sopra Monte Mare,
prepara l’ombrello e resta al casolare,
è ha forma di pandoro non ti puoi sbagliare.
Cosi dice il detto popolare, che cosa ci puoi fare?
Mi colpisce l’animo un senso di recitazione elementare,
e mi rendo conto di quanto, in poche parole in scrittura dialettale,
ci sia un’antica saggezza popolare, che non muore, ma riemerge nel tempo.

DELUCIDAZIONE:
La poesia è nata su ispirazione dell’autore in base ad un detto popolare locale; “Quand iescn i mammaciegl da mont mar, piov.”

A MIO ZIO

Tag

, , , ,

Eppur Topo Gigio ti saluta, con la lacrima
sotto gli occhi che scende sperduta,
quello era il nome con cui mi chiamavi,
mentre sorridevi e battevi le mani.

Il tempo purtroppo è scorso veloce,
e non potrò ascoltare più la tua voce,
ora riposi tra i fiori e i cipressi,
mentre la tristezza scende in eccessi.

SI AVVICINA DICEMBRE

Tag

, , , ,

È pur Novembre
e la margherita splende,
l’ alloro è infesta,
con le sue dorate gemme,
sembran ricordare una ghirlanda,
e oscilla al vento come se ballasse,
ingiallisce invece il melograno,
dopo aver dato i suoi frutti mano a mano.
A sera
si accende sulla montagna una lucina
è la pastorella che tarda
a ritornar alla sua casina
e compare nei miei pensieri,
il passaggio della transumanza,
che occupando la carreggiata,
tra uno scampanellio e l’altro,
a passo avanza,
è sempre un’antica emozione
assistere a cavalli, mucche e figliolanza,
scendere la montagna e tornar custoditi,
da cani e pastori alla loro pianura.

INVERNO

Tag

, , , ,

Ormai sono andate via
le grandi migratrici
che fino a qualche tempo fa
cantavano felici,
ritorna il merlo
per il nuovo inverno,
ritorna il suo canto mattutino,
vola il passero che si solleva in branco,
vola il colombaccio che ama volare tanto,
passa nell’imbrunire la nobile beccaccia
e in lontananza si ode un muta di cani da caccia,
non tarda ad uscire il fagiano
che pascola vicino ad un ramo.